Perché il saldo in conto corrente non viene remunerato?
In Italia, quasi il 90% della liquidità delle imprese è detenuta presso depositi “overnight”, con possibilità di prelievo giornaliera – come i conti corrente. Questi altro non sono che crediti nei confronti delle banche, e dovrebbero quindi essere remunerati ad un tasso privo di rischio di breve termine più uno spread.
Tuttavia, la remunerazione media di questa tipologia di conto è dello 0.50%, pari quindi al tasso privo di rischio di breve termine (ad oggi, circa 2%) meno uno spread di circa 1.50%. In altre parole, invece di avere un premio sul tasso risk free, le aziende subiscono uno sconto significativo.
Cosa spiega questo fenomeno?
Uno dei motivi è che il potere negoziale delle banche è percepito come forte, in quanto trovare e implementare alternative remunerative richiede tempo e risorse. Di conseguenza, in un contesto di competizione limitata, le banche riescono a tenere i tassi bassi, o a zero.
Ma è così per tutti? Non proprio.
Esiste infatti forte dispersione nel livello di tasso attivo ottenuto dalle aziende: le grandi imprese, con relazioni bancarie diversificate, mettono le banche in competizione diretta e ottengono tassi attivi vicini o superiori a quello privo di rischio, con spread limitato, nullo o positivo.
Le imprese con scala più limitata, invece, disponendo di relazioni bancarie concentrate in pochi istituti, non sono sempre in grado di replicare questo comportamento, e quindi ottengono tassi molto inferiori.
Tutto questo fino ad oggi.
Infatti, la piattaforma Euracle permette ad aziende di ogni dimensione di valorizzare la propria liquidità mettendola all’asta tra più banche, sia di relazione che terze, in meno di un minuto.
In questo modo, i nostri clienti hanno sistematicamente accesso a livelli di remunerazione della liquidità significativamente superiori a quello medio di mercato, portando lo spread a zero e, in certi casi, in territorio positivo – dove dovrebbe essere per tutti.



