ESTR vs EURIBOR:
Quali sono le differenze tra i due tassi dell’Eurozona?
Per molti anni l’EURIBOR ha rappresentato il principale tasso di riferimento per le operazioni finanziarie a breve termine nell’area euro. Su di esso si sono basati mutui, finanziamenti, remunerazione della liquidità, derivati e numerosi altri contratti finanziari. Nel tempo, tuttavia, sono emerse criticità strutturali che hanno portato le autorità europee a introdurre un nuovo benchmark: l’ESTR.
I principali limiti dell’EURIBOR (e di tassi analoghi come il LIBOR) erano:
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Rischio di manipolazione: il numero ridotto di contributori rendeva il tasso potenzialmente vulnerabile a distorsioni. Nel 2012, ad esempio, alcune grandi banche internazionali sono state sanzionate per aver manipolato il LIBOR, tasso strettamente correlato all’EURIBOR;
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Scarsa trasparenza: il metodo di calcolo si basava su stime fornite dalle banche e non su transazioni effettive.
Per superare questi problemi, è stato introdotto l’ESTR (Euro Short-Term Rate), oggi punto di riferimento per il mercato monetario overnight nell’area Euro.
Ma quali sono le differenze tra questi due tassi? E perché vengono ancora utilizzati entrambi?
Per capirlo, occorre innanzitutto analizzarli individualmente.
ESTR – Euro Short-Term Rate
L’ESTR è un tasso di interesse overnight non garantito che misura il costo dei prestiti interbancari a brevissimo termine all’interno dell’Eurozona.
Il tasso viene calcolato e pubblicato direttamente dalla Banca Centrale Europea (BCE) sulla base di transazioni reali concluse sul mercato monetario overnight tra le 47 principali banche dell’Eurozona.
Dalla sua introduzione ufficiale nel 2019, l’andamento dell’ESTR ha seguito in modo diretto le decisioni di politica monetaria della BCE.

EURIBOR – Euro Interbank Offered Rate
L’EURIBOR è il tasso interbancario di riferimento che rappresenta il costo dei depositi interbancari a termine in euro tra banche primarie.
L’EURIBOR è amministrato e pubblicato dall’European Money Markets Institute (EMMI) sulla base delle stime fornite da un panel di 21 banche, che indicano a quali condizioni sarebbero disposte a prestare fondi ad altre banche sul mercato interbancario.
A differenza dell’ESTR, l’EURIBOR è disponibile su più orizzonti temporali: 1 settimana, 1, 3, 6 e 12 mesi.
L’EURIBOR è nato il 4 gennaio 1999, contestualmente all’introduzione dell’euro, sostituendo i precedenti tassi nazionali.

ESTR ed EURIBOR a confronto
La seguente tabella riassume le principali differenze tra i due tassi.

Pur essendo entrambi tassi non garantiti, ESTR ed EURIBOR riflettono segmenti diversi del mercato monetario e per questo presentano livelli differenti.
La differenza principale è che l’ESTR è un tasso overnight, mentre l’EURIBOR è un tasso a termine, disponibile su scadenze che vanno da una settimana a dodici mesi. Questa differenza strutturale fa sì che l’EURIBOR sia generalmente più elevato, poiché incorpora un premio per il tempo, il rischio di credito e le aspettative sull’evoluzione futura dei tassi della BCE (in particolare se sono al rialzo).
Sulle scadenze più brevi, in particolare sull’EURIBOR a una settimana, la distanza rispetto all’ESTR tende a ridursi sensibilmente e i due tassi risultano spesso assimilabili. Con l’allungarsi della scadenza, invece, la divergenza aumenta in modo strutturale, riflettendo una maggiore incertezza e un più ampio premio per la liquidità.
Queste si rendono evidenti osservando l’andamento nel tempo dei diversi tassi nel seguente grafico.

Inoltre, dal punto di vista della politica monetaria, l’ESTR segue in modo diretto e quasi immediato le decisioni della BCE, rappresentando il costo marginale della liquidità nel sistema. L’EURIBOR, al contrario, incorpora anche le aspettative degli operatori sul futuro e reagisce in modo più graduale. Ne deriva una naturale complementarità: l’ESTR come riferimento per il brevissimo termine e per i tassi risk-free, l’EURIBOR come benchmark per finanziamenti e contratti a durata più lunga.
Conclusione
L’ESTR rappresenta una risposta strutturale alle debolezze emerse nel sistema dei benchmark interbancari tradizionali, offrendo un tasso più trasparente, robusto e aderente alla realtà del mercato.
L’EURIBOR resta comunque centrale per i contratti a termine e per molte applicazioni bancarie e finanziarie. La coesistenza dei due tassi riflette oggi un sistema più equilibrato, in cui ogni benchmark risponde a esigenze diverse, ma con un livello di affidabilità complessivamente più elevato rispetto al passato.
