Introduzione

In Italia, quasi il 90% della liquidità bancaria delle imprese è detenuta in strumenti di conto corrente, la cui funzione primaria è quella di supporto ai pagamenti. Al contrario dei conti deposito, che tipicamente prevedono di vincolare la liquidità per un periodo determinato di tempo, i conti corrente permettono infatti la movimentazione giornaliera del capitale.

Ma, al di là della possibilità di prelievo, quali sono le differenze tra i due strumenti quando si tratta di rendimenti? Quale dei due è meglio scegliere?

Come vedremo nei prossimi paragrafi, le differenze riguardano principalmente due aspetti:

Tasso d'Interesse Lordo

Osservando i dati della Banca Centrale Europea aggiornati al 31 ottobre 2025 è evidente che vi sia un differenziale significativo (1,38%) tra i livelli di remunerazione lordi della liquidità detenuta in strumenti di conto corrente rispetto che in conti deposito.

Tasso lordo medio: conto corrente vs conto deposito Il conto corrente rende in media lo 0,53%, il conto deposito l'1,91%: un differenziale di 1,38 punti percentuali. 0,53% Conti Correnti 1,91% Conti Deposito 1,38%
Tasso lordo medio: conto corrente vs conto deposito — dati BCE al 31 ottobre 2025

Cosa spiega questa differenza?

Naturalmente, poiché i conti deposito prevedono generalmente vincoli sulla possibilità di prelievo del capitale per un periodo predefinito di tempo (ad esempio, 3-6-12 mesi), il livello dei loro tassi di remunerazione lordi è più alto.

Le imprese, infatti, vengono ricompensate per l'accesso limitato al capitale per un periodo esteso di tempo. Le banche, dall'altro lato, sono in grado di offrire livelli di remunerazione più alti in quanto i limiti sulla possibilità di prelievo rappresentano garanzia di maggiore stabilità di questa fonte di finanziamento, con risvolti positivi sia a livello operativo che regolamentare, e quindi economico.

Considerazioni Fiscali

Per quanto riguarda la liquidità bancaria, le imposte sono principalmente di due tipi:

Imposta di Bollo

Per le imprese, le regole relative alle imposte di bollo sono le seguenti:

Il calcolo dei giorni di apertura del conto e della giacenza media sono quindi elementi determinanti per comprendere, a parità di altre condizioni, quale dei due strumenti sia fiscalmente più conveniente.

In caso di conto corrente, l'imposta di bollo si calcola pro-rata per i giorni di apertura del conto nel periodo d'imposta.

Imposta = €100 × Giorni di apertura365

Per un conto corrente aperto per soli 3 mesi, l'imposta sarà quindi:

Imposta = €100 × 90365 = €24,66

In caso di conto deposito, invece, a rilevare è la giacenza media.

Imposta = Giacenza Media × 0,20%

Di conseguenza, assumendo di sottoscrivere un conto deposito di 3 mesi (90 giorni), l'imposta di bollo dovuta sarà pari a:

Imposta = €50.000 × 0,20% × 90365 = €24,66

Imposta Sostitutiva sugli Interessi Maturati

Gli interessi maturati su strumenti di conto corrente e conto deposito sono soggetti a imposta sostitutiva del 26%. L'imposta, in entrambi i casi, è quindi pari a:

Imposta = Interessi lordi × 26%

Scenari: quando conviene uno strumento rispetto all'altro?

Dal punto di vista fiscale e a parità di tasso lordo (assunzione forte), essendo l'imposta sostitutiva sugli interessi lordi la medesima, sarà sempre più conveniente detenere liquidità sul conto corrente per importi superiori a €50.000, assumendo un periodo di apertura del conto corrente pari al periodo di giacenza del conto deposito (0,20% x €50.000 = €100). Questo perché l'imposta di bollo massima sul conto corrente è pari a €100, mentre sul conto deposito aumenta con l'aumentare della giacenza media (fino al tetto di €14.000).

Tuttavia, a livello di tasso netto, conviene generalmente depositare in conti deposito in quanto riconoscono livelli di remunerazione significativamente più alti, che più che compensano il maggiore peso fiscale.

Per capire questo concetto, abbiamo ipotizzato due scenari di investimento della liquidità aziendale, sempre assumendo che i giorni di apertura del conto corrente corrispondano a quelli di giacenza del conto deposito, e siano pari a 365 giorni: €50.000 e €200.000.

Scenario A: Liquidità di €50.000

Imposta di bollo

Di conseguenza, il costo del bollo è identico per entrambi gli strumenti. La scelta dipenderà dai tassi di interesse lordi offerti dal conto deposito rispetto al conto corrente.

Scenario B: Liquidità di €200.000, tasso lordo del conto corrente = 0,50% e del conto deposito = 2,00%

Conto Corrente: l'imposta di bollo è pari a €100. L'imposta sostitutiva è invece pari a:

Imposta sostitutiva = 0,50% × €200.000 × 26% = €260

Il rendimento netto risulta quindi pari a €200.000 × 0,50% − €100 − €260 = €640, ovvero lo 0,32%.

Conto Deposito: l'imposta di bollo è pari a:

Imposta di bollo = 0,20% × €200.000 = €400

mentre l'imposta sostitutiva è pari a:

Imposta sostitutiva = 2,00% × €200.000 × 26% = €1.040

Il rendimento netto risulta quindi pari a €200.000 × 2,00% − €400 − €1.040 = €2.560, ovvero l'1,28%.

Mantenere 200.000 € sul conto corrente è fiscalmente più "leggero", ma il rendimento generato dal conto deposito è 4 volte più alto.

Interessi lordi, imposte e rendimento netto: conto corrente vs conto deposito Su 1.000 € di interessi lordi del conto corrente, 360 € vanno in imposte e 640 € restano netti. Su 4.000 € di interessi lordi del conto deposito, 1.440 € vanno in imposte e 2.560 € restano netti: un rendimento netto 4 volte più alto. Rendimento Netto 4 volte più alto 1.000 360 640 Conto Corrente 4.000 1.440 2.560 Conto Deposito Rendimento Netto Imposte
Interessi lordi, imposte e rendimento netto su 200.000 € — Scenario B

Conclusioni: Quale scegliere nel 2026?

La scelta non deve basarsi solo sul carico fiscale, ma sul rendimento netto complessivo e sulle esigenze di liquidità.

Il conto corrente è uno strumento transazionale: lasciarvi depositate cifre elevate significa subire una perdita di potere d'acquisto dovuta all'inflazione, nonostante il bollo ridotto, poiché la maggior parte delle banche non riconosce rendimenti elevati.

Al contrario, il conto deposito, pur avendo un costo fiscale proporzionale più alto, è finalizzato a generare interessi che, nella maggior parte dei casi, coprono sia il bollo che la ritenuta fiscale, garantendo un guadagno reale. Inoltre, per potervi accedere in modo flessibile, è possibile utilizzare i conti deposito svincolabili, che permettono sia di accedere a tassi significativamente più alti dei conti correnti sia di mantenere opzioni di smobilizzo in caso di necessità.

Soluzione e Consiglio pratico

Non esiste una soluzione unica: la scelta dipende dalle esigenze specifiche dell'impresa, come l'importo da investire, l'orizzonte temporale e la necessità di mantenere la possibilità di prelievo.

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